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News

16 GENNAIO 2017
Società per Azioni: sponsorizzare una Start Up conviene

La relazione illustrativa all'ultima legge di bilancio contiene uno stimolo al mercato italiano dei capitali che se effettivamente sfruttato potrebbe portare un immediato, certo, beneficio alle società quotate e, di riflesso, alle Start Up. Purchè queste ultime siano partecipate almeno per il 20%.

Le società quotate avranno quindi la possibilità di acquisire le c.d. perdite fiscali di esercizio di una Start Up  e utilizzarle in diminuzione del reddito complessivo dei periodi di imposta successivi entro il imite del reddito imponibile e per l'intero importo.

La cessione avviene mediante la normale notifica all'ufficio delle entrate o al centro di servizio presso il quale è stata presentata l'ultima dichiarazione dei redditi del cedente, nonchè al concessionario del servizio di riscossione.

La S.p.a. che utilizza la perdita in diminuzione, non lo farà di certo gratuitamente: è previsto espressamente che tale vantaggio sarà conseguibile solo dietro idonea remunerazione del vantaggio fiscale ottenuto. Tali somme percepite o versate tra le società non concorrerano alla formazione del c.d. reddito imponibile.

Questa formula, che lo Studio ha deciso di condividere con gli internauti lettori delle nostre news, è già stato proposto ad alcune realtà imprenditoriale bresciane, riscuotendo una buona dose di ottimismo, soprattutto nelle Start Up innovative che hanno deciso di aderire a questo progetto ed hanno optato per una "sponsorizzazione" nuova e certamente efficace.

 


13 GENNAIO 2017
Una sentenza che fa discutere: Corte di Cassazione n. 25201 del 7 dicembre 2016

Se ne parla in tutte le salse, si leggono articoli analitici sulle riviste di settore e si leggono pezzi giornalistici con toni catastrofici (o altri che enfatizzano e propugnano la rinascita del "made in Italy").

La sentenza della Corte di Cassazione che agita gli interpreti (tutti, nessuno escluso) è la n. 25201 del 7 dicembre scorso, nella quale gli ermellini prendevano una secca posizione sulla liceità del licenziamento giustificato dall'esigenza della ristrutturazione aziendale.

Sul punto, per noi addetti ai lavori che siimbattono quotidianamente sulla giurisprudenza di merito (e quindi sulle sentenze delle singole Sezioni dedicate al Diritto del Lavoro di ogni Tribunale italiano), la questione non desta tutto questo scalpore. E non riesce nemmeno a far riflettere l'affermazione, letta su qualche quotidiano nazionale, che l'unico motivo giustificativo di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo fosse riferibile alla "grave crisi d'impresa".

Sembra invece che si sia portata all'attenzione del grande pubblico, con una sentenza di legittimità, una problematica che i giuslavoristi aveva già sollevato tempo addietro. Nulla di nuovo, se non per un aspetto: la sentenza svincola il licenziamento alla "grave crisi" ma rende valido il licenziamento per "riorganizzazione aziendale" e quindi apre l'orizzonte alla volontà dell'imprenditore di non licenziare perchè costretto (da una crisi aziendale), bensì perchè il suo criterio di gestione aziendale (ovviamente indirizzato alla massimizzazione del profitto) ha portato ad una soppressione di mansione, a un ridimensionamento dell'organico aziendale o all'esternalizzazione della mansione.

Nulla di più ovvio, per alcuni Tribunali, già oggi (e ne ha esperienza diretta chi scrive).

Vedremo ora come verrà utilizzata e recepita dalle singole corti italiane.

 

 


27 DICEMBRE 2016
Le nuove linee guida (in inglese) per la nascita del Data Privacy Officer Europeo

Si ribadisce che nel mese di maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo regolamento sul trattamento dei dati personali.

Lo Studio è stato chiamato da Compagnia delle Opere ad esporre i punti chiave della riforma e molti aspetti tecnici problematici per le aziende che trattano dati di terzi. Si sono avvicendati come relatori i soci Avv. Giampiero Caruso e Avv. Riccardo de' Medici.

L'Avv. Caruso ha preso in considerazione gli aspetti tecnici del trattamento del dato in azienda, creando un vero e proprio "glossario" delle parole maggiormente utilizzate. Per ognuna di esse ha fornito una attenta analisi ed ha sviluppato i punti critici che potrebbero crearsi con l'avvento del nuovo regolamento UE.

L'Avv. de' Medici ha toccato aspetti pratici dell'utilizzo del dato in azienda, dal cloud storage alla perdita del dato per attacco hacker.

Lo Studio ha sviluppato una fattiva collaborazione con alcuni esperti del settore privacy per cercare di risolvere ogni problema sottoposto dalle società clienti.

Si allegano le recenti linee guida per la nascita del Data Privacy Officer (Responsabile), in inglese.

 


pdfle-linee-guida-sul-Responsabile-della-Protezione-Dati ENG.pdf

03 OTTOBRE 2016
Iniziata la nuova avventura: un mese presso la nuova sede

E' vero, non è sempre semplice lasciare la vecchia strada per la nuova.

Ma la nostra "nuova strada" ha voluto dire nuovi spazi e nuovi scelte operative, oltre che nuovi e importanti sbocchi professionali.

Ad una mese di operatività piena della nuova sede dello studio Caruso, Rivellini, de' Medici, sempre a Brescia, ma nella centralissima Via Floriano Ferramola, il bilancio è certamente positivo. Al netto delle certe difficoltà iniziali, lo studio ha ricominciato a marciare con ordine e compatto, verso nuovi obiettivi e sempre seguito dalle colonne portanti, i suoi affezionati clienti.

Le società con le quali lo studio ha stretto delle importanti consulenze continuative hanno tutte rinnovato la fiducia per gli anni a venire.

I clienti che invece si sono rivolti allo studio per una problematica singola, hanno manifestato approvazione per la nuova sede e per l'operato dei professionisti, sempre vicini alle esigenze del cliente e chiari nella spiegazione delle strade da seguire per la migliore tutela dei diritti lesi.

Ricomincia, da oggi e dopo una lunga pausa, la sezione news, che vedrà sempre coinvolte le aree di interesse dello studio, con alcuni spunti interessanti e notizie utili ai clienti o ai semplici attenti lettori.

A brevissimo il restyling del nostro sito, che lo renderà più fruibile e accattivamente, sempre con un occhio attento alla praticità e alla lettura dei contenuti e allegati multimediali.

State collegati.

Lo Studio CRdM 


03 OTTOBRE 2016
Informazioni commerciali: diritto all'oblio e necessità di informazione

La deliberazione del 17.09.2015 n. 479, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2015, è ormai una realtà.

Dal primo ottobre 2016 il c.d. codice di buona condotta per il trattamento dei dati personali aziendali effettuato a fini di informazione commerciale è operativo e limiterà l'accesso alle informazioni suddette per tutte le società ed i professionisti che utilizzano tali informazioni quotidianamente. Il codice deontologico rende operativo, anche in questo ambito, il diritto all'oblio, ovvero il diritto (per una società in questo caso) di vedere circolare on line solo alcuni dei dati sensibili e non tutti i dati relativi alla società e che essi, se obsoleti debbano essere necessariamente cancellati.

Il c.d. codice deontologico in commento, seppur potrebbe sembrare uno sbarramento inutile per alcuni aspetti, in realtà ha lo scopo di rendere maggiormente rispondenti al vero le informazioni societarie on line e, soprattutto, di rendere effettivo l'incrocio di dati tra persone fisiche e persone giuridiche.

Rispetto a una determinata persona fisica, si considera interdipendente solo la socetà o l'impresa nella quale il medesimo soggetto ha il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale di quote o azioni, oppure ha diritto di voto, pari o superiore ad alcune soglie meglio stabilite dal codice. Per esempio, è inscindibilmente legata al socio la società semplice e la s.n.c.; una s.a.s. vedrà collegato il solo socio accomandatario e il socio accomandante con partecipazioni superiori al 25% o dententore della quota di maggioranza del capitale sociale. Le società di capitali saranne collegate al socio solo ove detentore di partecipazioni pari o superiori al 25% o in possesso di pacchetti di maggoranza del capitale sociale.

Ovviamente il collegamento avverrà anche tra la società e la persona fisica titolare di cariche sociali (amministratore, direttore, responsabile con funzioni di gestione e controllo).

Nota fondamentale: le informazioni relative a fallimenti o altre procedure concorsuali sono conservabili per un periodo non superiore a dieci anni dalla data di apertura della procedura concorsuale.

Lascio la parola al lettore con una domanda: ma è proprio necessario il diritto all'oblio in una materia (ambito commerciale finanziario) dove la ricerca dei soggetti responsabili è già di per se complicata e farragginosa. Penso alle società di società (gruppi societari), all'utilizzo della c.d. polverizzazione delle quote societarie, all'uso ormai desueto della società di persone.